Il 2 giugno 2022 la Rete caffè narrativi si è riunita in occasione della tavola rotonda #7 tenutasi presso lo Schlossgarten Riggisberg. Erano presenti residenti della struttura, rappresentanti della Rete caffè narrativi e persone interessate dei dintorni. Abbiamo riflettuto insieme sulle barriere – fisiche e mentali. Ecco qualche riscontro:

“La giornata è stata interessante. A colpirmi sono state le persone che non riuscivano a parlare e a sentire. Ho capito di essere in grado di comunicare molto bene con loro imparando a utilizzare una specie di lingua dei segni. Ho riscoperto cosa significa avere a che fare con persone aperte. È stato bello.”
Beat Zbinden, agricoltore, Riggisberg

 

“È stato interessante imparare per una volta qualcosa di diverso. Conoscere per una volta delle persone che hanno una disabilità diversa dalla mia. Loro si sono dimostrate aperte, io invece mi sento spesso bloccato. Quello che ho imparato è che siamo tutti uguali. Poter trascorrere per una volta un’intera giornata con persone con disabilità diverse è stato fantastico.”
Bruno Pärli, autista, Riggisberg

 

“È stato bellissimo incontrare facce nuove e conosciute in una location così bella durante una giornata estiva. Il senso di comunità presente tra i partecipanti mi motiva e mi dà l’impressione di essere parte di qualcosa di importante.”
Rhea Braunwalder, Rete caffè narrativi, San Gallo

 

Caffè narrativi inclusivi

I caffè narrativi danno un importante contributo alla coesione sociale. Dovrebbero essere accessibili a tutti. Ma lo sono davvero, senza se e senza ma? Nel 2022 la Rete caffè narrativi pone l’accento sull’inclusività dei caffè narrativi e raccoglie esperienze su come poterli svolgere senza barriere. Abbiamo già dato vita ad alcune iniziative:

Volete sperimentare il formato interculturale (vedi intervista a Johanna Kohn) in prima persona? Qui trovate delle raccomandazioni per la situazione comunicativa dei caffè narrativi con persone non udenti che conoscono la lingua dei segni e interpreti della lingua dei segni della Svizzera tedesca (DSGS). 

 

Prima del caffè narrativo:

  • Accertarsi che ci siano buone condizioni di luminosità. Evitare di essere in controluce.
  • A seconda della composizione del gruppo si deve fare attenzione anche ai rumori di sottofondo (apparecchi acustici, impianti cocleari).
  • Lasciare tempo e spazio alle persone non udenti e alle/agli interpreti per trovare la disposizione a sedere migliore.
  • Posizionare dei tavoli solo se necessario.
  • Chiarire se il gruppo preferisce il tedesco standard allo svizzero tedesco.
  • Per attirare l’attenzione di un gruppo su di sé (per esempio per segnalare l’inizio), si può, a titolo esemplificativo, accendere e spegnere ripetutamente la luce. Se le/gli interpreti sono già sul posto o in servizio, si possono anche fare annunci a voce. Sarà poi cura delle/degli interpreti trasmettere il messaggio in modo adeguato.

Durante il caffè narrativo:

  • Non sono da fare lunghe pause appositamente per le/gli interpreti. Saranno loro a interrompere e a chiedere di ripetere nel caso si stia procedendo troppo rapidamente.
  • Mantenere assolutamente il contatto visivo con le/i partecipanti e non con le/gli interpreti mentre si sta parlando.
  • Le/gli interpreti della lingua dei segni non vengono coinvolte/i attivamente nella conversazione. Ciò significa che non devono essere fatte loro domande (se non collegate direttamente alla traduzione simultanea in corso).
  • Per via della traduzione, chi comunica con la lingua dei segni reagisce con un piccolo ritardo. Ecco una tipica situazione che si verifica nei gruppi misti con traduzione simultanea: si fa una domanda ad alta voce e verso la fine della formulazione le/i prime/i partecipanti udenti chiederanno già la parola per rispondere. In quel momento però la traduzione della domanda nella lingua dei segni non sarà ancora terminata. Le persone non udenti si trovano perciò in posizione svantaggiata e vengono anticipate da quelle udenti. Nei gruppi misti si corre dunque il rischio che le persone non udenti non riescano a prendere la parola. Si deve “dare la parola” in modo che tutte/i possano intervenire. Prima di sentire delle risposte, la domanda deve essere stata tradotta completamente nella lingua dei segni.
  • La cultura delle/dei non udenti è caratterizzata dalla comunicazione in contemporanea di molte persone. È possibile che le/i non udenti trovino inadatto il susseguirsi di racconti (monologhi) come forma organizzativa dei caffè narrativi e che cerchino piuttosto delle discussioni e dei riscontri. Si dovrebbero sviluppare in anticipo delle strategie per i moderatori e le moderatrici su come gestire tali situazioni.

Ecco qui la guida dettagliata (tedesco).